Smart Food: il Piano del Cibo
Costruiamo insieme la strategia della Città Metropolitana di Cagliari sulle politiche alimentari
Il cibo è un potente fattore di cambiamento, sia a livello ambientale che sociale, e giocherà un ruolo crescente nelle politiche pubbliche sia a livello locale che globale. Raggiungere un sistema alimentare globale sostenibile è una delle principali sfide da affrontare nel tentativo di mitigare e adattarci al cambiamento climatico in corso e costruire un mondo in cui siano garantiti a tutti i giusti mezzi di sostentamento.
In accordo con la strategia comunitaria Farm to Fork e con l’Azione di Sistema SmartFood del Piano Satrategico, il Piano del Cibo della Città Metropolitana di Cagliari intende promuovere le produzioni locali di qualità, la diffusione di una cultura condivisa sui prodotti del territorio, la promozione di una alimentazione sana e sostenibile, la lotta allo spreco alimentare e l’attivazione di processi innovativi di economia circolare.
Il processo di redazione del Piano è partito da uno studio preliminare del territorio, sul cibo e sulle abitudini alimentari dei cittadini. Tale studio ha evidenziato come anche nel territorio della Città Metropolitana di Cagliari, in linea con le tendenze a livello regionale e nazionale, ci sono due problematiche importanti che incidono sulle abitudini alimentari dei cittadini: la prima riguarda la povertà e l’esclusione sociale, la seconda, invece, è legata ad un problema di matrice culturale legato al consumo di cibo e a stili alimentari poco salutari.
Partendo dalla analisi dei dati, si è ritenuto opportuno focalizzare l’attenzione su alcuni temi ritenuti centrali quali la lotta allo spreco alimentare e la logistica solidale, l’educazione alimentare e l’analisi del sistema delle mense scolastiche, la valorizzazione dei prodotti a filiera corta per incentivare una alimentazione sana. Si è subito attivata una serie di living lab, svolti da Settembre a Dicembre 2023, ai quali hanno partecipato i principali stakeholder del territorio metropolitano per area di interesse.
Al laboratorio su “Antispreco e logistica solidale” sono intervenuti produttori, associazioni e organizzazioni di produttori, esponenti della Grande Distribuzione Organizzata operativi a livello regionale e nazionale ed enti caritevoli. Attraverso il dialogo e l’interlocuzione di soggetti, che a vario titolo sono interessati alla lotta allo spreco alimentare ed intervenuti al Laboratorio, sono stati elaborati, nell’ambito della redazione del Piano del Cibo, una serie di progetti legati al tema, con l’intento di sviluppare modelli virtuosi di economia circolare e sostenibilità economica e sociale.
Un secondo laboratorio di partecipazione dal titolo “Il sistema delle mense scolastiche e educazione alimentare” ha approfondito il tema dell’educazione alimentare, evidenziando la necessità, da parte degli amministratori locali, di favorire la transizione verso una alimentazione sana e sostenibile, a partire da una riflessione sulla ristorazione scolastica, e di sensibilizzare ad abitudini alimentari corrette, non solo per gli alunni e gli studenti ma anche per le loro famiglie. Una corretta educazione alimentare, quale “processo informativo ed educativo per mezzo del quale si persegue il generale miglioramento dello stato di nutrizione degli individui, attraverso la promozione di adeguate abitudini alimentari, l’eliminazione dei comportamenti alimentari scorretti, l’utilizzazione di manipolazioni più igieniche degli alimenti ed un efficiente utilizzo delle risorse alimentari” come definita da OMS e FAO, e di conseguenza una corretta alimentazione, giocano un ruolo fondamentale per ridurre il peso e gli effetti delle cosiddette malattie croniche non trasmissibili, quali malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche, diabete, problemi di salute mentale, disturbi muscolo scheletrici.
Nonostante la Sardegna sia una delle cinque “Blue Zone” del mondo, ossia quelle terre con il più alto tasso di longevità dove la speranza di vita è al di sopra della media mondiale, questo dato non la esime da rischi sensibili di malattie legate alla cattiva alimentazione quali l’obesità. Il Piano del Cibo della Città Metropolitana di Cagliari risponde a questo tema emergente attraverso la realizzazione di azioni di governance legate da un lato alla strutturazione di una campagna permanente di comunicazione sul consumo di cibo sano e sostenibile e dall’altro attraverso la creazione di percorsi di informazione e formazione strutturali, condurre in ambito scolastico. Una proposta interessante in tal senso è nata dal dialogo con Slow Food: si tratta della creazione di una Scuola Popolare del Gusto aperta ai cittadini di tutte le fasce d’età per fare cultura sul cibo e sensibilizzarli al consumo consapevole prediligendo i prodotti del territorio.
Dal laboratorio sul tema della “Valorizzazione dei prodotti da filiera corta” è emerso quanto il territorio sia ricco per la presenza di un patrimonio agricolo ed enogastronomico importante, caratterizzato da una vasta varietà di prodotti e piatti tipici e tradizionali. Per questo motivo uno degli obiettivi del Piano del Cibo della Città Metropolitana di Cagliari è di valorizzare e promuovere le produzioni agroalimentari tipiche del territorio in un contesto di dieta sana, salutare e sostenibile. Si ritiene che sia possibile perseguire questo obiettivo lavorando sulla qualità delle materie prime, sulla riduzione delle fasi di processazione (ultra processing), sulla valorizzazione degli ecosistemi e della sostenibilità dei processi produttivi. Dalle analisi del territorio è emerso inoltre che la filiera agroalimentare dell’area conta un alto numero di imprese, spesso poco strutturate e con difficoltà di innovazione. È per questo motivo che risulta necessario sostenere processi di innovazione nella filiera agro-alimentare attivando collaborazioni con enti pubblici di ricerca che si occupano del settore.
Nel complesso all’interno del Piano del Cibo sono presenti 30 di schede progetto, che includono azioni progettuali e di governance, sostanzialmente riassumibili in macro temi o aree di interesse:
Ciascuno dei progetti è stato classificato per temi prevalenti quindi è possibile che sia presente in una o più aree di interesse.
Tali aree sono in grado di assicurare il raggiungimento dei quattro OBIETTIVI GENERALI che il piano si è dato:
1. IL CIBO COME RISORSA FORMATIVA E SOCIALE. Promuovere una cultura del cibo e fenomeni di innovazione sociale sul territorio.
2. IL CIBO COME SALUTE. Promuovere un cambiamento attivo verso l’adozione di stili di vita salutari nella popolazione dell’area metropolitana.
3. IL CIBO COME STRUMENTO DI SOSTENIBILITÀ. Promuovere l’innovazione tecnologica applicata ai processi produttivi e modelli di sviluppo sostenibili per il miglioramento delle condizioni ambientali e per il benessere dell’uomo.
4. IL CIBO COME CHIAVE DELLA POLITICA URBANA. Sostenere lo sviluppo di un’economia locale basata sulla valorizzazione di prodotti e tradizioni enogastronomiche territoriali, rispettosa dell’ecosistema e votata all’innovazione.